Monte Avena Croce d’Aune
Comprensorio sciistico Monte Avena

È la stazione sciistica del Feltrino, la più vicina alla pianura veneta e raggiungibile da Pedavena in soli 15 minuti d’auto, situata a 1454m s.l.m. È un territorio ideale per abbinare una vacanza di sport sulla neve e di relax, di cultura, di divertimento. Sette le piste, circa dieci chilometri, due anelli per lo sci da fondo con un impareggiabile panorama su tutta la vallata Feltrina e Bellunese. Pedavena, famosa per la sua Birra, e Feltre. 
Sul Monte Avena vi sono impianti scioviari che servono 8 piste da discesa, per complessivi 15 km. e 2 piste da fondo ad anello di 3 e 6 km: esposizione soleggiata ottimale e deliziosi panorami sulla splendente Valle del Piave. Per chi cerca l’emozione, vi è la possibilità di sciare “in notturna” nella pista illuminata di Le Buse.
Lo sci d’alpinismo trova qui una delle sue magiche occasioni: sciare all’altezza massima del monte Avena, in località Campon, è ancora più emozionante pensando che recenti scoperte archeologiche hanno individuato un’industria litica risalente a 30.000 anni fa. 
Le favorevoli correnti d’aria consentono manifestazioni di parapendio e deltaplano. Per chi non scia, oltre all’invitante atmosfera dei caldi ristori vicino alle piste, può praticare, nel Palaghiaccio di Feltre, hockey e pattinaggio artistico.  

Contatti:
web: www.vivimonteavena.it
tel. 0439-977150
cell. 329-2158274
info@vivimonteavena.it

     



L'AUTUNNO E L'INVERNO
COL MAZAROL - escursioni guidate

Guides naturalistic-environmental regional
Official guides of the Park National Dolomiteses Bellunesi
Mark of quality of the Park for Environmental Education and Touring.






L'AUTUNNO E L'INVERNO COL MAZAROL
Ecco il nuovo programma di escursioni per l’autunnoinverno 2009/2010 delle Guide naturalistico-ambientali della Cooperativa Mazarol.
Un ricco programma con escursioni naturalistiche a piedi e con le ciàspe, itinerari notturni al chiar di Luna e astropasseggiate a contar le stelle, percorsi tra storia, cultura e tradizione abbinate al pranzo tipico, per conoscere anche la buona tavola bellunese, escursioni/evento con le tante realtà del territorio tra falchi, mulini e castelli, e una giornata speciale per ricordare assieme il nostro amico Cesare. I percorsi spazieranno nella Vallata Bellunese e con
uscite in Agordino, Zoldano, Cadore e Ampezzano, Alpago e nel vicino Trentino, con tanti itinerari per chi
ama camminare senza fretta, in modo consapevole, in sicurezza, in buona compagnia e con la sana curiosità
del Mazarol.
Buon Inverno a tutti!

Domenica 20 dicembre 2009 - escursione con le ciàspe
All’Ombretta della Marmolada
Ai piedi della più imponente parete delle Dolomiti
Percorso: M.ga Ciapèla, M.ga Ombretta, Rif. Faliér
Ritrovo: piazza di Agordo, ore 8.00
Dislivello: 550 m - Difficoltà: medio-impegnativa
Domenica 27 dicembre 2009 - escursione con le ciàspe
Natale in ciàspa ai piedi della Moiazza
Passeggiata sulla neve al Rifugio Carestiato
Percorso: P.so Duran, Rif. Carestiato, P.so Duran
Ritrovo: piazza di Agordo, ore 8.30
Dislivello: 300 m - Difficoltà: facile
Mercoledì 30 dicembre 2009 - escursione notturna con
le ciàspe
Luna piena, ciàspe ai piedi e minestrone nella panza
Passeggiata notturna sulla neve argentata dalla Luna
Percorso: anello Casera dei Boschi, Campon d’Avena
Ritrovo: stazione di Feltre, ore 19.00
Dislivello: 250 m - Difficoltà: facile
Cena all’agriturismo Casera dei Boschi
Domenica 3 gennaio 2010 - escursione con le ciàspe
La Tofana de Rozes
La spettacolare Conca Ampezzana dai piedi della
Tofana
Percorso: Cian Zopè, Rif. A. Dibona, Cason de Rozes
Ritrovo: bar “Al Check” di Tai di Cadore, ore 8.30
Dislivello: 400 m - Difficoltà: media
Domenica 10 gennaio 2010 - escursione con le ciàspe
La sorprendente cresta del Coppolo
Un maestoso panorama dalle Prealpi alle Dolomiti
Percorso: P.so del Brocòn, anticima M. Coppolo, P.so
del Brocòn
Ritrovo: pizzeria “Al Bus” (Imèr), ore 8.00
Dislivello: 400 m - Difficoltà: media
NOVITÀ: NORDIC WALKING NEL FELTRINO
È un modo nuovo di camminare per migliorare la propria
condizione fisica e vivere la natura.
La Cooperativa Mazarol organizza nel 2009 due corsi di
Nordic Walking con istruttore ANWI. Ogni corso prevede 3
lezioni di 90’, che si terranno a Feltre e dintorni, il sabato
pomeriggio (di maggio e settembre), e si conclude con
un’escursione. Costo complessivo: 50 €. Tutte le informazioni
saranno fornite dalla segreteria Mazarol.
NOTE TECNICHE E LOGISTICHE da leggere
LA PRENOTAZIONE È OBBLIGATORIA
Quota di adesione: 12 € a persona per le escursioni giornaliere; 8 €
a persona per le escursioni al mattino, le escursioni notturne con la
Luna piena e le passeggiate serali all’Osservatorio astronomico. La
partecipazione è gratuita per i bambini fino ai 10 anni.
Trekking: costo 45 € a persona da aggiungere il costo per pasti e
pernotto in rifugio (40 € circa)
Partecipanti: le escursioni si svolgeranno solo se sarà raggiunto un
numero minimo di 10 iscritti. Per motivi di sicurezza i minorenni
partecipano solo se accompagnati da un genitore o da un adulto da
questi delegato.
Ritrovo e spostamenti: lo spostamento dal punto di ritrovo alla
partenza per l’escursione avviene con mezzi propri. La Cooperativa
Mazarol declina ogni responsabilità per eventuali danni subiti o
provocati a persone e/o cose durante tale spostamento, intendendo
l’escursione iniziata e finita nel momento in cui si lasciano e si
riprendono i propri mezzi.
Difficoltà e durata: il grado di difficoltà si basa su lunghezza,
dislivello, pendenza e tipo di tracciato. La durata comprende gli
interventi della Guida lungo il percorso e la sosta pranzo.
Abbigliamento e attrezzatura: vestiario comodo e a strati adatto alle
variazioni di temperatura in montagna; cappellino o bandana per il
sole; scarponi, pedule o scarpe con suola adatta a muoversi su
terreni accidentati; giacca a vento; mantellina in caso di pioggia;
indumenti di ricambio; zaino con borraccia; merenda e pranzo al
sacco (se previsto). Piletta tascabile per le uscite notturne.
Farmaci: da portare nello zaino se salvavita o simili. Per affrontare le
escursioni serenamente consigliamo un controllo periodico dal proprio
medico di base, come per qualsiasi altra attività sportiva.
Condizioni meteorologiche: se l’escursione viene confermata
telefonicamente agli iscritti, la Guida sarà presente all’appuntamento
stabilito, riservandosi di annullarla in caso di maltempo e/o di proporre
un’attività alternativa.
per informazioni e prenotazioni:
MAZAROL - SOCIETÀ COOPERATIVA
Guide naturalistico–ambientali regionali
orario segreteria: Aprile-Maggio: giovedì 15-18; venerdì 9-13
e 15-18 - Giugno-Settembre: giovedì 15-18; venerdì 10-13 e 15-18
tel e fax: 0439-42723 - cell: 329-0040808
e-mail: guide.pndb@libero.it
web: www.mazarol.net

Da Visitare:
FELTRE

Città fortificata tra le più suggestive del Veneto, Feltre sorge al centro di un anfiteatro naturale di rara bellezza situato ai piedi delle Prealpi.
Il territorio già abitato in età preromana, nel I sec. a. C diviene un fiorente municipium, uno strategico snodo commerciale e militare lungo la via Claudia Augusta, importante arteria che collegava il porto di Altino con l’area danubiana.
Al collasso dell’Impero seguono i saccheggi e gli incendi di Visigoti, Alani, Unni, Ostrogoti e Longobardi che la distruggono nel 569 d.C. In epoca medioevale, sotto l’autorità del vescovo conte, è ripetutamente contesa dai Trevigiani e poi conquistata, tra deboli tentativi di ripresa, da Ezzelino da Romano, dai Caminesi, dagli Scaligeri, dai sovrani di Boemia, dai Carraresi e dai Visconti, ultimi signori della città.

È il 1404 quando Feltre lega le proprie sorti a Venezia.
La potente Repubblica, che aveva creato un vasto stato in terraferma, impone il proprio dominio e la città vive un momento di splendore. L’eco ell’Umanesimo raggiunge Feltre che dà i natali a tre grandi ingegni:Vittorio de’ Rambaldoni, precettore dei Montefeltro e dei Gonzaga, Panfilo Castaldi, che contende a Gutemberg l’invenzione dei caratteri mobili di stampa e il Beato Bernardino Tomitano, fervente predicatore, che istituì i Monti di Pietà per arginare la piaga dell’usura. Nel 1509-1510 la fedeltà dei Feltrini verso Venezia è messa a dura prova: le truppe di Massimiliano d’Asburgo invadono, conquistano e saccheggiano la cittadella.

La città rinasce sui ruderi dei vecchi lotti gotici, sulle macerie degli edifici pubblici e religiosi, abbellendosi di palazzi e chiese dalle splendide facciate tutte decorate ad affresco e graffito. Palazzo Crico Tauro, affrescato dal Morto da Feltre, palazzo Salce Aldovini Mezzanotte, palazzo Cantoni, palazzo Muffoni, la cui facciata è affrescata dalla cerchia di Marco da Mel, palazzo Zugni, palazzo Banchieri ingentilito da pregevoli graffiti eseguiti da maestranze centro italiane, palazzo Pezzani, palazzo Zucco e palazzo Altino Salce si rincorrono dentro e fuori le mura. Lo splendore ormai è finito, Venezia lentamente decade e Feltre, ancella fedele, ne segue le sorti.

Travolta dalla ventata rivoluzionaria francese nel 1797, ceduta con il trattato di Campoformio all’Austria, la città viene annessa al regno d’Italia nel 1866.
Il resto è storia recente.


FELTRE - CHIESE E PALAZZI APERTI

Tutte le Domenica da Luglio a Settembre L''iniziativa è realizzata in collaborazione con l'Associazione "Il Fondaco per Feltre"

Feltre, con la sua ricchezza culturale e ambientale è sempre in grado di incuriosire e affascinare.

Si presenta al visitatore con una sequenza di suggestive vie, di scenografiche piazze su cui si affacciano edifici e monumenti che ne documentano le vicende storico artistiche. Sono scrigni che contengono preziosi tesori, brandelli del passato, vestigia delle civiltà che ci hanno preceduto. Sono tasselli della nostra identità attuale e per questo vanno conosciuti e tutelati.

Vi sono edifici che più degli altri hanno un valore rappresentativo, un tempo centri nevralgici del potere civile e religioso. Da essi prende il titolo questa guida che, pur sviluppandosi prevalentemente a Feltre, tocca anche il comune di Pedavena, coinvolto nel progetto integrato. Realizzata grazie ai finanziamenti europei nell’ambito del programma Leader Plus, corredata da una cartina topografica, ha lo scopo di accompagnare nel viaggio alla scoperta della città soprattutto coloro che vi giungono per la prima volta.

Ad essi rivolgo un cordiale benvenuto e l’augurio di godere appieno di quanto Feltre sa offrire. Per i Feltrini, invece, spero che questo libretto possa costituire un pretesto per un tour di rivisitazione di alcuni dei nostri più preziosi beni artistici e architettonici.
Vedi la Mappa interattiva - clicca sull'immagine
 
Santuario Santi Vittore e Corona

Sullo sperone del Monte Miesna che tende a congiungersi all’opposto fianco del Monte Tomatico, quasi a chiudere la bella conca feltrina, sorge (a quota 344 l.m.) il complesso architettonico del Santuario e Convento dei Santi Martiri Vittore e Corona, Protettori dell’antica Città e Diocesi di Feltre.

Il Santuario fu costruito “omogeneo e di getto datato dal 1096 al 1101” ed era parte integrante della cortina difensiva del territorio feltrino verso la pianura trevigiana. Cortina difensiva che dal castello della Rocchetta (q. 439), al castello di S. Vittore (ora Convento) e giù in fondo valle al castello della Chiusa (q. 257), risaliva poi con alcune fortificazioni il fianco opposto del Monte Tomatico. Alla difesa armata verso il Mille venne affiancata la difesa spirituale del Santo Martire soldato Vittore. Dal poggio si domina, con una visuale a 360 gradi, tutto il Feltrino: dal Piave, al Grappa, all’antica città murata di Feltre, alla pianura movimentata da colli e ville alla chiostra delle Vette Feltrine, magnifico fondale predolomitico.
Visita il sito www.santivittoreecorona.it

Il Teatro de la Sena

Il Teatro de la Sena, ovvero “della scena”, è ospitato al primo piano del Palazzo della Ragione, edificio riedificato dopo la distruzione del 1510 da parte delle truppe di Massimiliano d’Asburgo e caratterizzato dal loggiato palladiano del 1558. Il salone, inizialmente adibito alle riunioni del Maggior Consiglio, fu destinato a pubblico teatro nel 1684 con la costituzione di un Teatro Sociale a due ordini di palchetti di proprietà privata, appartenenti a famiglie nobili e cittadine. Già dal 1621 vi si teneva “…una Sena (scena) per recitar commedie in Carnevale”. Nel XVIII secolo l’attività fu intensa. Nel 1729 Carlo Goldoni vi rappresentò “Il buon padre” e “La cantatrice”. Nel 1741 fu aggiunto un terzo ordine di palchetti. Il 26 luglio 1769 un fulmine colpì il teatro durante uno spettacolo, causando la morte di cinque persone, decine di feriti e danni alle strutture, cosicché la sala fu utilizzata sporadicamente. Nel 1802 l’architetto veneziano Gianantonio Selva, già vincitore del concorso per la progettazione della Fenice di Venezia, fu incaricato della radicale ristrutturazione dell’ambiente. Le decorazioni pittoriche, tra le quali spiccano il sipario e il soffitto a velario, furono eseguite invece nel 1843 da Tranquillo Orsi, autore nel 1837 delle decorazioni neoclassiche della Fenice.
Il teatro fu chiuso nel 1929 perché non rispondente alle moderne normative di sicurezza pubblica. Nel 1971, dopo una campagna di sensibilizzazione della locale sezione di Italia nostra, furono avviati i primi interventi di restauro che si protrassero con alterne vicende fino agli anni ‘90. I lavori sono in fase conclusiva grazie a un accordo di programma siglato nel 2000 tra il Comune di Feltre e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale ed oggi il Teatro della Sena offre al visitatore l’opportunità unica di entrare nella perduta Fenice.
Orari:
Mese di maggio: dom. 10.00 - 13.00, 16.00 – 19.00
Giugno – settembre: sab. 16.00 – 19.00, dom. e festivi 10.00 - 13.00, 16.00 – 19.00

      

Museo civico di Feltre

Il prezioso scrigno del cinquecentesco palazzo Villabruna offre un compendio della storia della città: dalle iscrizioni antecedenti la romanizzazione, ai reperti di epoca romana, medioevale e rinascimentale fino al XIX sec. La notevole collezione di mobili dei secoli XV-XVIII, frutto dell’abilità di falegnami locali, evoca l’ambientazione di una dimora signorile nel corso del tempo. Nella pinacoteca è possibile ammirare un’antologia della pittura veneta tra il ‘500 e l’800 con autori di spicco quali Lorenzo Luzzo, Pietro de Marascalchi, Gentile Bellini, Vittore Belliniano, Giambattista Cima da Conegliano, Girolamo Dente, Palma il Giovane, Niccolò Renieri, Girolamo Forabosco, Pietro Liberi, Francesco Maffei. Un ulteriore motivo di interesse è dato dalle sculture lignee, da quelle policrome dei sec. XVI – XVIII alla delicatissima statua polimaterica effigiante l’Arcangelo Gabriele, fino al modello per fontana e alle statuine di Valentino Panciera Besarel. In museo è conservato il manto di Carlo IV, rara stoffa trecentesca che la tradizione vuole donata dall’imperatore al Santuario di San Vittore.

Via Lorenzo Luzzo, 23
Tel. +39 0439 885241/242
www.comune.feltre.bl.it
museo@comune.feltre.bl.it

Orari: da martedì a venerdì: 10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00*
sabato e domenica: 9.30 – 13.00 e 14.00 – 19.00*
chiuso i lunedì non festivi, 25, 26 dicembre e 1° gennaio

*con l’ora solare l’orario di visita pomeridiano è: 15.00 – 18.00 (giorni feriali), 14.00 – 18.00 (sabato e domenica)


Museo Diocesano d'Arte Sacra

Il Museo Diocesano in occasione della mostra ospita una sezione di Arte Sacra del grande artista bellunese articolata in vari momenti: scultura, disegni e confronti con gli artisti contemporanei presenti nel territorio.

La sezione della scultura propone diverse opere tra le quali l'Assunta del seminario di Feltre, considerata il capolavoro dell'arte sacra del Brustolon, i Quattro Evangelisti di San Fermo, il Crocifisso di Plois d'Alpago, gli Angeli di Igne e lo Scudo per stemma del vescovo pro-tempore proveniente dalla basilica – cattedrale di Belluno. La sezione dedicata alla grafica espone i primi abbozzi su carta delle successive opere scultoree. Dal Museo Civico di Belluno provengono studi preparatori sul tema della Madonna Assunta, degli Angeli, di San Giuseppe, del Crocifisso e dalla Collezione Da Borso del Seminario Gregoriano, per la prima volta presentati, alcuni disegni a soggetto sacro. La terza sezione della Mostra esamina i molteplici legami che Andrea Brustolon ha intessuto con gli artisti contemporanei, primo fra tutti Sebastiano Ricci. Di quest'ultimo il Museo Diocesano presenta ben cinque dipinti, tra i quali il celebre Battesimo di Cristo della certosa di Vedana del quale è possibile ammirare anche la copia in disegno realizzata dal Brustolon e proveniente dal Museo Civico di Belluno. Ugualmente altri pittori e scultori coevi hanno fortemente influenzato ed ispirato la produzione dell’artista bellunese tra i quali Luca Giordano, del quale il Museo Diocesano ospita un intenso dipinto raffigurante san Gerolamo penitente, e a cui Brustolon si è ispirato per la pala con la morte di san Francesco Saverio della chiesa di San Pietro a Belluno; Gaspare Diziani, amico del Brustolon, con il dipinto Giacobbe riconosce le vesti di Giuseppe già nel santuario dei Ss.Vittore e Corona; infine dello scultore Giacomo Piazzetta vi è una Madonna di stile rococò, proveniente dalla chiesa di Ognissanti di Feltre.

Il Museo Diocesano permette inoltre di scoprire attraverso le opere di pittura e scultura, i paramenti sacri e l’oreficeria, come questo territorio sia stato nel corso dei secoli luogo di incontro tra molteplici culture: nordica, veneta, toscana, bizantina, romana e napoletana.

Nella sala della pittura vi sono, tra le altre, un'opera di Jacopo Tintoretto raffigurante la Madonna tra i santi Vittore e Nicola, una grande icona bizantina di scuola cretese e un dipinto di Paris Bordon. Tra le sculture, oltre a un Vesperbild nordico, ai dodici apostoli provenienti da San Gottardo e alla Madonna gotica in alabastro del santuario dei Ss. Vittore e Corona, è esposta la Croce post-bizantina, un capolavoro di micro scultura realizzata da un monaco del Monte Athos nel 1542, la quale in soli 40 cm di altezza  presenta 52 scene evangeliche con 485 personaggi e 200 colonnine.

Nella sezione dell'oreficeria i pezzi di maggior pregio sono il calice del Diacono Orso del secolo VI, in argento niellato, considerato il più antico calice eucaristico dell'Occidente, il reliquiario di San Silvestro, in argento dorato, del fiorentino Antonio di Salvi, alcune croci astili medioevali di stile bizantino e gotico, calici di vari stili, reliquiari, ostensori e i caratteristici piatti da questua.
Nella saletta dei paramenti è esposta una preziosa pianeta in velluto con ricami in fili d'oro del secolo XV, proveniente da Rocca Pietore (BL).
Orario:  dal venerdì alal domenica dalle ore 9,30 alle ore 13100 e dalle ore 15,00 alle ore 19,30
Ingresso ridotto presentando il biglietto della mostra
Tel.: +39 0439 844 082
museo.diocesano@diocesi.it

Dolomiti patrimonio UNESCO: e' fatta!
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, assieme ad altri settori delle Dolomiti di Belluno, Trento, Bolzano, Udine e Pordenone, è stato inserito nel patrimonio dell’Umanità

Oggi, a Siviglia, l'UNESCO ha decretato l'inserimento delle Dolomiti nel patrimonio naturale mondiale dell'Umanità.
Il riconoscimento corona un lungo cammino, che ha sancito lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle "montagne più belle del mondo".
L'area riconosciuta come patrimonio non include tutte le Dolomiti ma, in pratica, ricalca il perimetro delle aree naturali protette già istituite e dei Siti di Importanza Comunitaria già individuati nelle Dolomiti, questo perché l'Unesco chiede precise garanzie in merito alla tutela del bene inserito nel Patrimonio.
Grazie anche alla presenza e al lavoro dei Parchi è stato così possibile assolvere a tre principi fondamentali richiesti dall'Unesco.
a. l'adozione di una politica generale intesa ad assegnare una funzione strategica al patrimonio culturale e naturale nella vita collettiva e l'integrazione della protezione di questo patrimonio nei programmi di pianificazione generale: questo aspetto è assolto dagli strumenti di pianificazione dei Parchi.
b. l'istituzione sul territorio di uno o più servizi di protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, dotati di personale appropriato, provvisto dei mezzi necessari per adempiere i compiti che gli incombono: gli enti parco nascono proprio per svolgere queste funzioni di protezione e vigilanza richieste dall'Unesco.
c. lo sviluppo di studi e ricerche scientifiche per perfezionare i metodi di intervento che permettono a uno Stato di far fronte ai pericoli che minacciano il proprio patrimonio culturale o naturale: le attività di ricerca scientifica fanno parte delle finalità istituzionali dei Parchi, che realizzano monitoraggi, censimenti, studi scientifici per approfondire la conoscenza del patrimonio che sono chiamati a proteggere.
"L'inserimento delle Dolomiti nel Patrimonio Unesco – ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Guido De Zordo - non costituisce solo il riconoscimento dell'assoluta unicità e del valore scientifico, ambientale ed estetico delle montagne più famose del mondo, ma anche una attestazione della qualità del lavoro svolto in questi anni da tutte le aree protette presenti sulle Dolomiti, che ne hanno garantito la salvaguardia. Le aree naturali protette sono il valore aggiunto della straordinaria realtà ambientale delle Dolomiti".
"Questo inserimento nel patrimonio Unesco faciliterà ulteriormente – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – le attività di cooperazione internazionale che il Parco ha già avviato con altre aree protette straniere, a loro volta inserite nel patrimonio dell'Umanità, come nel caso del Parco Nazionale del Durmitor, in Montenegro".

Guarda il Video

Feltre ospiterà nel 2011 lo svolgimento dei Campionati Mondiali di Bocce, categoria Senior.
L'appuntamento, che vedrà la presenza di atleti ed accompagnatori provenienti da tutto il mondo, sarà un evento di sicuro prestigio per l'immagine della città e del comprensorio.

    NATALE 2009 A PEDAVENA
guarda la locandina 


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La via Claudia Augusta - Antica Strada Romana-   web:   www.claudiaugusta.com/      

 www.claudia-augusta.net

               
La via Claudia Augusta era una strada romana che da Altino, importante centro della Venezia (allora nome di regione non di città), portava ad Augusta Vindelicorum (oggi Augsburg) in Baviera. I lavori iniziarono nel 15 a.C. sotto il principato di Augusto e ad opera del suo figlio adottivo Druso Maggiore e si conclusero intorno all'anno 45 sotto il principato di Claudio.
Oggi di quella strada resta ben poco ed in molti tratti non è nemmeno chiaro dove esattamente passasse.
È sopravvissuto il nome che si ritrova spesso nella toponomastica locale dei comuni attraversati, ma raramente vi sono resti visibili della strada romana.
Questo percorso viene oggi riproposto come ambizioso progetto di itinerario ciclabile per ora ancora piuttosto frammentario anche se la sottocitata guida della Esterbauer propone un itinerario completo da Augusta fino ad Altino e a Venezia, con una variante che da Trento porta a Verona e Ostiglia.
Questo percorso si inserisce nell'ambizioso progetto di itinerario europeo "Via Claudia Augusta" che da Augusta in Baviera porta a Venezia o a Verona; il percorso è ben segnalato per lo più con frecce che recano il logo riprodotto qui a sinistra.
Luogo di partenza la stazione ferroviaria di Feltre, storica cittadina in provincia di Belluno. Usciti dalla stazione si prende sulla sinistra fino alla strada che corre sotto le mura del centro storico. Volendo si può entrare nel centro; una ripida salita ci porta alla piazza maggiore dove sono il municipio, il teatro e monumenti a Vittorino da Feltre e Panfilo Castaldi i due più celebri figli di questa città.
Oltrepassato il centro storico si confluisce su una rotonda sulla strada statale, la si attraversa e di procede per circa 500 m, poi si prende la strada sulla sinistra, segnalata con il logo Via Claudia Augusta; si attraversa un quartiere di Feltre e poi si continua per la località Mugnai; si confluisce per un breve tratto sulla statale e subito dopo si prende a destra la strada per Fonzaso. Qui si trova una strada sulla sinistra (sempre segnalata dal logo) per Frassene e dopo aver nuovamente traversato la statale si imbocca una strada molto tranquilla e in discesa che ci porta fino al lago di Corlo e al paese di Alsié.
Un tratto in leggera salita ci porta nel paese di Arsiè dominato dal grande edificio del municipio, poi si continua in leggera discesa, fino al paese di Pusterno dove inizia la picchiata su Primolano su una strada con molti tornanti (le scale di Primolano), dominata dalle fortificazioni che l'esercito italiano aveva costruito alla fine dell'Ottocento per controllare la gola sottostante che rappresentava il punto obbligato per passare dalla Valsugana, allora austriaca al territorio veneto. Questa discesa è nota anche per essere stata il 2 giugno 1950 teatro di una rovinosa caduta di Fausto Coppi che, urtatosi con un altro corridore nella tappa Vicenza-Bolzano del Giro d'Italia, si fratturò il bacino e dovette interrompere per molti mesi la sua carriera ciclistica.
Alla fine della discesa si entra nel paese di Primolano, si gira a sinistra e si prosegue fino al cavalcavia che supera ferrovia e strada statale e ci porta in un largo piazzale che è uno snodo della ciclopista del Brenta.
Prendendo la stradina in fondo al piazzale sulla destra si prosegue per Tezze fino a Borgo Valsugana, dove finisce questo itinerario, ma naturalmente è possibile spingersi oltre fino al lago di Calceranica e a Trento.
Lago del Corlo Arsiè
        


Valdobbiadene:
la strada del famoso prosecco a soli 20min da Pedavena
 
Festa della mela prussiana a Faller.
26 ottobre

La protagonista del percorso fieristico è rimasta sempre la Mela Prussiana, con il suo profumo e la sua bontà, assieme a patate, fagioli, zucche ed altri ortaggi genuini.

Il visitatore ha potuto inoltre assaporare i piatti tipici della cucina tradizionale e vedere all'opera un gruppo di casari che, con strumenti antichi, ha lavorato il latte per produrre formaggio fresco che è stato degustato.




Il meraviglioso cammino delle Dolomiti

Per saperne di più vista il sito   www.camminodelledolomiti.it








   

 
B&B Monti del Sole
via Vecellio 38a Pedavena

Tel: +39 0439 303123
        +39 328 4119168


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